lunedì 5 marzo 2018

Il pasticcio di carciofi e piselli e i parenti vegani

Una volta a casa mia eravamo tutti "normali". Questo significa che una volta a casa mia nessuno aveva pena e sensi di colpa nei riguardi del povero capretto macellato a Pasqua, nessuno si preoccupava della sensibilità del maiale, il prosciutto crudo a tavola era una gioia e la pasta al forno con il sugo di carne era sinonimo di festa. 
Per non parlare del fatto che a nessuno interessava il disgraziato pesce morto soffocato e poi fatto a pezzi, se non quando se lo ritrovava a tavola al cartoccio con le patate di contorno.
Un giorno, però, a casa nostra sono arrivati i vegetariani e anche i vegani e ci hanno detto che tutto quello che avevamo fatto sino a quel momento era sbagliato. 
Zucchero? Cattivo!
Carne rossa? Per carità!
Sugna? Ma sei pazzo?????
E tutto è diventato difficile, pensato, ragionato e, scusate, anche senza gusto. 
Perché non mi puoi dire che i dolci "senza" sono dolci e nemmeno che certe ricette le puoi replicare ... no non lo puoi fare!!! 
Per cui niente più arancine (e dico ARANCINEEEEEE), niente cassata al forno, niente cassata, niente anelletti al forno ... perchè quelli con il ragù di soia sono magrissime consolazioni per palati confusi ... 
E poi niente ciambelline fritte, niente pizza di "Graziano", niente brioches e, soprattutto niente più pasticcio di carciofi e piselli...e questo mi fa veramente incazzare!!!
E si caro pentito onnivoro perché quando decidi di convertirci tutti ad una dieta salutare, senza alcun tipo di strappo alla regola, perché la tua è una scelta etica, dici NO alle tradizioni... 
Privare i nostri figli del pranzo di Natale è cattiveria ... privarli del pasticcio della mia mamma è un crimine contro l'umanità!!!!
Ma io non mi arrendo e continuo a portare avanti le nostre tradizioni, chissà che domani i miei nipoti e mia figlia non abbiano bisogno della ricetta di famiglia che, scusatemi, ma non vi posso girare perché è un segreto... tanto segreto che la mia mamma non mi ha fornito le coordinate giuste per replicarla per cui anche io sono alla ricerca della perfezione!
Posso scrivere solo che la base del pasticcio è di pasta frolla, fatta con burro e sugna, con un ripieno di carciofi e piselli lessi ripassati in padella con il burro e amalgamati con besciamelle e sugo di carne... altro non posso dire! sssss

martedì 27 febbraio 2018

E FESTA SIA!!!!


Io sono un'ostinata, una fissata con le tradizioni, una convinta che la festa fatta in casa sia superiore a qualsiasi locale, mago, animatore e principessa ... 
Questa convinzione, negli anni (mamma mia ormai sono passati anni!) mi ha portato a pianificare e realizzare tutte le feste di compleanno della piccola Emilia e con queste le sue torte!!!

Organizzare la festa di compleanno per Emilia è, senza dubbio, l'impegno più bello del mio essere mamma!

Se per il suo primo compleanno tutto è stato scelto da me, se per il secondo aveva la febbre altissima e la festa è saltata, dal terzo in poi Emilia è stata partecipe, richiedendo un tema, facendo con me la lista degli invitati ecc. ecc.
Emilia mi regala l'opportunità di rivivere il ricordo delle feste che la mia mamma organizzava per me e per i miei fratelli ... feste che hanno portato mio padre a costruire una dependance a fianco della nostra villa che consentisse a noi di festeggiare e alla casa di rimanere in piedi ... sono stati anni bellissimi in cui è bastata la torta e l'impegno di mamma per sentirci amati!
Non sono certa che Emilia capisca quanto impegno ci vuole per organizzare la sua festa, non solo perché sono una mamma che lavora ma perché oggi sembra che nessuno comprenda il valore di un momento trascorso in casa con i compagni e con le persone che più contano nella tua vita!


Preparare con cura la casa, scegliere la nostra meravigliosa rosticceria, decidere quante "brioscine al burro" ordinare e sperare che non finiscano, così da poterle mangiare il giorno dopo! E ancora, comprare i giochi per i premi da dare ai bimbi, e avere la più meravigliosa delle vicine ( ormai diventata mia sorella) che ti aiuti a tenere a bada una banda scatenata!!!
Fatto tutto questo tua figlia sarà felice contenta e ti chiederà come mai non le hai comprato un regalo ... ma non fa niente, diventerà grande e capirà che il regalo più grande lo hai fatto proprio tu regalandole un ricordo unico!!!
Questo anno, poi, la mamma ha fatto anche un altro regalo ad Emilia ... la rinuncia ad un evento importante, ma non più importante di te... amore mio!
Per cui bando alle ciance ecco la ricetta della torta di Millina di questo anno!


Base torta 
DEVIL CAKE

425 gr farina auto-lievitante 
425 gr zucchero
340 gr burro
2 cucchiaini di vaniglia
4 uova medie
250 ml di acqua 
65 gr di cacao amaro 
PREPARAZIONE 
Iniziare la preparazione delle torta tagliando il burro a cubetti e lasciandolo ammorbidire.  Sbattete con le fruste di uno sbattitore il burro ammorbidito a velocità moderata e quando sarà chiaro e spumoso aggiungete lo zucchero e la vaniglia. Continuare a sbattere, per qualche altro minuto, avendo cura (ogni tanto) di togliere il composto dai bordi della ciotola con una spatolina morbida. 
Aggiungente al composto un uovo alla volta, a temperatura ambiente e gli ingredienti secchi. 
In una ciotolina mettete il cacao setacciato e aggiungete l’acqua bollente, per ottenere una crema liscia e senza grumi, quindi lasciate raffreddare e unire al composto. 
Umburrare 3 teglie da 22 cm e dividete l’impasto in tre parti uguali. 
Infornate le tortiere in forno già caldo a 180 gradi per circa 30-35 minuti, poi quando le tre torte saranno cotte estraetele dal forno, lasciatele raffreddare per 15 minuti e toglietele dagli stampi ponendole su di una gratella. 
Nel frattempo preparate la crema di farcitura che si preferisce per me crema di pistacchio e montare la panna per la copertura. 







sabato 5 agosto 2017

Ristoranti con stelle e senza stelle

Il 22 di luglio sono andata a cena con mio marito, mia figlia e due cari amici al ristorante I Pupi di Bagheria. 
Siamo andati per festeggiare il nostro anniversario di nozze (sono già 11) e per questo motivo abbiamo scelto un ristorante dove non andavamo da tempo e con il ricordo di una cena particolare. 
Non siamo tipi che ci facciamo richiamare dalla "stella" ma siamo stati in più di un ristorante stellato e anche di un certo tipo. 
Insomma, senza girarci troppo intorno, abbiamo mangiato come in qualsiasi trattoria con un livello di accoglienza da trattoria.
Ma possibile che con meno di 50 coperti  non si riesce a mantenere l'abc dell'accoglienza e delle spiegazioni che devono essere garantiti in un ristorante stellato?
Detto questo, cara "Guida Michelin" sappi che è un discrimine concedere le stelle a "ricercati" ristoranti dove maleducazione e inadeguatezza spopolano. 
Io ti consiglio di andare a mangiare al ristorante I Cascinari dove tavoli, bicchieri, piatti, e tovaglie sono da trattoria, dove il cibo è ottimo e il servizio è stellare.
Il Sig. Vito e il Sig. Piero due signori come pochi e la brigata che li coadiuva eccellenti, di una professionalità unica. 
Ogni volta che sono stata a pranzo o a cena da loro mi sono sentita a casa. 
Il cibo è ottimo, il servizio celere e il personale sempre sorridente. 
I ragazzi che lavorano con Vito e Piero non fingono: loro sono una grande e bella famiglia tutta rigorosamente maschile eccezion fatta per la piccola Emilia, mia figlia, la loro più grande fan. 


mercoledì 12 luglio 2017

10 minuti

Vi è capitato mai di avere un amico che vi dice: "ti chiamo tra 10 minuti"?
A me si. 
I suoi 10 minuti sono ormai mitologici. 
Tutti i suoi amici e colleghi conoscono i suoi appuntamenti "tra 10 minuti", le sue chiamate "tra 10 minuti", le sue proposte di incontri per un caffè "tra 10 minuti" ... se lo conosci non lo eviti ma impari che "tra 10 minuti", oltre ad assumere un concetto relativo che alle volte ha valore di un'ora, altre volte di un giorno, altre ancora di una settimana, è il suo "adorabile" marchio di fabbrica. 
Se quindi questo amico ti dice "ti chiamo tra 10 minuti" tu avrai certamente il tempo di mettere il telefonino completamente scarico in carica, di scrivere una memoria, di cambiarti per la palestra, di fare un'ora di palestra per poi ritrovarti pronta per la telefonata che tu aspetti da tutto il pomeriggio ma per lui sono passati solo 10 minuti. 
Se sei a casa e non sei al lavoro potresti avere il tempo di preparare il piatto "tipico" di casa di tua mamma ossia
LE UOVA ALLA TABACCHIERA
Per 4 persone 
6 uova
Pangrattato q.b.
Parmigiano Reggiano q.b.
Sale q.b.
Basilico 
Salsa di pomodoro

Preparare la salsa di pomodoro, meglio ancora se l'avete pronta in frigo
Prendere 4 uova e rendetele sode. 
Per le uova sode occorre un pentolino pieno di acqua dove adagiare le uova, una volta portata ad ebollizione l'acqua 10 minuti di cottura e sono pronte!
Fatte le uova sode sbucciatele e tagliatele in 2 e ponetele su di un piatto.
Prendete le due uova rimanenti e sbattetele insieme al sale, a 4 cucchiai colmi di pangrattato e al parmigiano. 
Fatto il composto riscaldate un padella antiaderente, preventivamente oleata, e ponete 8 cucchiai di composto a formare 8 frittelle e adagiatevi sopra le uova sode preventivamente tagliate, a metà cottura aggiungete la salsa e il basilico. 
E' un piatto che va mangiato a temperatura ambiente o freddo si può preparare la mattina presto prima di andare al mare o la sera mentre aspettate la telefonata dell'amico che intanto si è accorto che sono passati più di 10 minuti dalla vostra ultima conversazione!

sabato 15 ottobre 2016

La Crostata di Nonna Teresa

Il pomeriggio di ieri mi ha molto divertita e il Baby Cri mi ha commossa. 
Difficilmente qualcuno mi ha descritto così bene, cappellini e caldo inclusi! Grazie ancora Baby Cri!

Trovare il tempo per cucinare è un'impresa, farlo cercando di non sbagliare dosi e tempi di cottura è quasi impossibile scrive ... meglio che non ve lo dico. 
Oggi, per esempio ho deciso di impegnarmi e preparare la crostata nella speranza che l'amico/fratello polemico venga a far pace e disponga di un dolce per il fine settimana eppure... eppure tutto è complicato. 
Vengo da una notte da pazzi in cui io ed Emilia ci siamo continuamente scambiate il letto! Già il letto... perché la notte a casa nostra si passa così: io nel mio letto ed Emilia nel suo, poi Milla mi raggiunge nel mio ed io vado nel suo, poi lei mi raggiunge nel mio ed io a quel punto mi sveglio e vado sul divano ... e la notte si trasforma in un incubo senza fine ...
La mancanza di sonno è una delle cose che pesa di più nel mio essere madre ... e poi ... e poi si cucina con Emilia che non smette di parlare, cantare, ballare ... sì, sì, cantare e ballare e non Fra Martino campanaro ma "Andiamo a Comandare" di Rovazzi... Ma voi immaginate cosa significa concentrarsi quando intorno a te una puffetta di tre anni continua a cantare " Non so se son pazzo o sono un genio, faccio i selfie mossi alla Gue Pequeno, non mi fumo canne, sono anche astemio ... ". 
Mettere due parole una dietro l'altra con il sottofondo di "All'alba sorgerò" di Frozen un'impresa quasi impossibile, scrivere il parere all'esame di abilitazione forense una cazzata al confronto!
Comunque ci sono riuscita!
La crostata è in forno, la pupa balla io ho qualche capello bianco in più e domani avrò qualche kilo in più. Già perché il mitico amico come sempre piange miseria ma poi quando si tratta di ritirare il suo dono non è mai disponibile ... ma non importa ... Grazie amico di avere messo in dubbio le mie capacità mi è solo servito per mettermi alla prova e riempire la mia casa di buon profumo di crostata!!
A discapito delle becere insinuazione del mio amico pubblico l'originale  ricetta del mio quaderno di ricette ... quella della mia mamma che, nonostante le sue indicazioni, non viene buona e profumata come la sua ... 
Ingredienti: 
500 gr di farina;
250 gr di burro a temperatura ambiente;
1 uovo intero e 2 tuorli;
un pizzico di sale, un cucchiaino scarso di bicarbonato e un po' di scorsa di limone. 
Se avete l'impastatrice mettete tutti gli ingredienti insieme, lavorateli fino a comporre un impasto liscio e compatto, altrimenti formate una conca con la farina e lo zucchero e mettete all'interno il burro, la scorza di limone, il sale ed il bicarbonato e lavorate da centro raccogliendo man, mano tutti gli ingredienti ... poi riponente in panetto di pasta in frigo e lasciate riposare. 
Dopo 30 minuti la vostra frolla sarà pronta per essere stesa e diventare la crostata che preferite!
A me piace con la marmellata di pesca ma è buonissima anche con la crema di nocciola!
Mettete sul piano di marmo della carta da forno, stendete la pasta e cercate di formare un cerchio da mettere nella pirofila. 
Stendere nuovamente la pasta a formare delle strisce. 
Versare la confettura che preferite e livellate con l'aiuto di un cucchiaio. 
Ponete le strisce di pasta e adagiate sulla superficie dello stampo così da formare un griglia, spennellate con l'uovo o con il latte la frolla ed infornate a 150 gradi per circa 40 minuti. 
La casa comincerà a profumare di frolla e quando la crostata avrà preso il suo bel colore dorato spegnete, tirate fuori dal forno e fate riposare, quando sarà fredda spolverate con zucchero a velo!
Posso avere un premio per avere scritto con in braccio Emilia?




              

venerdì 14 ottobre 2016

L'avvocato LAURICELLA

Io ho un collega, l'avvocato Lauricella, che negli anni si è trasformato magicamente in amico e oggi in fratello maggiore che, però, in questo momento proprio non sopporto. 
Lo sport preferito del mio amico e dei suoi simpatici "collaboratori", infatti, è quello di sottolineare le mie presunte mancanze in ambito culinario... 
E' vero, lo ammetto da un bel po' non scrivo, ma GIURO che continuo a cucinare, ed anche tanto, eppure i miei sforzi non vengono apprezzati!
Da quando è nata mia figlia riuscire ad organizzare tutto è diventato impossibile ... mi sento una funambola sempre in bilico tra tre, quatto impegni e man mano che Emilia cresce tutto diventa sempre più difficile.
Nonostante tutto con dedizione mi dedico a tutto e a tutti. 
Dire di no non è il mio forte per cui quando Lauricella mi chiede un dolce ed io non riesco a farlo mi sento profondamente in colpa. 
Il senso di colpa, però, non è nei suoi confronti ( per lui meglio il digiuno che le abbuffate), ma nei miei confronti. 
Perché non riesco più ad organizzare il mio tempo?
Dov'è finita la Monicuzza che riusciva a cucinare, fotografare il cibo e scrivere due parole di accompagnamento?
Dov'è andata a finire la voglia di sperimentare?
Comunque nonostante tutto tra mille peripezie io i dolci riesco ancora a cucinarli, anche per l'avvocato amico, e quando lo faccio vorrei sentire qualche parola gentile, non solo fatti (come ama dire lui) perché alla volte una frase di apprezzamento può aiutare ed incentivare chi ti sta davanti molto di più di vedere un piatto ripulito. 
Infine, è vero che io ho poco tempo per cucinare ma è anche vero che l'avvocato amico è sempre a dieta ... le richieste di cibo sono quindi volte solo ad alimentare un continuo sfotto che ha ROTTO!!!

lunedì 2 settembre 2013

Caponata, gelo e l'arrivo del Reuccio

A casa nostra vige la seguente regola: si mangia bene solo quando arriva mio fratello Marco ( il Reuccio) da Genova.
Mia mamma è così, è la tipica mamma italiana innamorata del proprio figlio e per lui si stanca e trova il tempo per cucinare quei piatti che per noi (io, mio padre, mio marito, mia sorella e suo marito) non fa mai...
"Mamma, perchè non facciamo il gelo?" risposta "E' troppo combattuso, c'è caldo, ma vi pare che sono sempre la stessa oramai sono vecchietta non posso"...
Oggi, però, la sua casa profumava di ogni ben di Dio, biscotti, di ben 3 tipi, frittura di melanzane, agrodolce, anguria appena aperta, polpette...
Grazie al Reuccio questa settimana potrò mangiare delle prelibatezze che nemmeno lo scorso anno incinta ho potuto gustare e voi potrete godere di due ricette "combattuse" ma fantastiche: la caponata di melanzane che a casa nostra viene arricchita da polpette di carne ed il gelo di melone.


> rara immagine delle tre M insieme Marco, Monica e Marcella (vestita di viola)